Island Inside

26-05-2018 – Forio d’Ischia

Personale d’arte fotografica al Museo Civico del Torrione

Nell’esaminare l’opera fotografica di Maurizio Sodano non possiamo prescindere dalla particolarità, dell’autore, di aver trasformato la post-produzione da un procedimento tecnico a un procedimento mentale, una singolare modalità di realizzazione che implica anche la capacità di prevedere con precisione l’esito di ogni singolo scatto che pertanto non sarà mai casuale, bensì frutto di un’accurata premeditazione che può portare il fotografo a ricercare nello scenario di uno shooting le esatte condizioni di luce che possano dettare il tipo d’immagine che ne scaturirà.

Le foto raccolte per la mostra personale Island inside si sviluppano in massima parte da una simile premessa, ma rivelano aspetti simbolistico-concettuali che si riscontrano in maniera evidente nelle istantanee più rappresentative di Sodano. L’autore interpreta l’isola come metafora di un percorso interiore, di una graduale ricerca esistenziale,  ma anche come più ampio concetto d’una visione degli elementi isolati dal loro contesto per coglierne aspetti sconosciuti e restituirci un’immagine diversa da quella abituale, ed è anche l’impressione che i visitatori della mostra potranno avere dell’isola d’Ischia che ospita l’esposizione.

 

L’immagine di apertura, Attracco, sintetizza perfettamente i tratti simbolistico-concettuali della fotografia di Maurizio Sodano. Lo scatto riproduce una colonna d’ormeggio alla quale sono legate due cime, quasi a raffigurare due linee di fuga divergenti verso l’oscurità di uno spazio cosmico. Qui gli elementi rappresentati si spogliano della loro attribuzione funzionale, quella di legare le navi alla terraferma, per divenire metafora di un più elevato legame tra la terra e l’universo, tra l’uomo e la dimensione celeste.

Sul piano concettuale, Sodano si caratterizza invece per isolare gli stessi elementi ritratti dal proprio più generale contesto, per offrircene una nuova visione che ci lascia scoprire qualità insospettabili in un semplice oggetto di uso comune. È appunto il caso di Attracco, dove l’attenzione tutta concentrata su due funi avvolte intorno a un sostegno metallico ci rimanda a un’identità di quegli strumenti che non avremmo altrimenti considerato. Su quegli oggetti appaiono impresse le tracce della loro funzione, ed è su queste che si concentra lo sguardo dell’osservatore, più che sugli strumenti stessi, consunzioni che raccontano la storia di un vissuto oggettuale quasi a emulare una scultura informale nella quale l’immagine risiede in una proiezione mentale dell’opera, prima ancora che nell’oggettività dell’opera. L’isolamento dell’oggetto dalla sua più abituale cornice si apre a interessanti interrogativi che esulano dalla specifico della fotografia per posizionarsi su un più alto piano teoretico. L’impressione è che simili immagini indaghino sul rapporto tra l’oggetto e il suo contesto, ossia ci rivelino la misura in cui l’insieme influisca sulla percezione del singolo elemento celando aspetti singolari visibili soltanto attraverso la loro focalizzazione.

Lo stesso effetto è ribadito sostanzialmente con Eye, dove a essere ritratto è l’oblò di una nave. Colta nella sua particolarità, quell’apertura circolare, nella murata dell’imbarcazione, perde la sua funzione d’uso per assumere una valenza ideale, dematerializzata rispetto al contesto nel quale è inserita, mentre tutto il contorno assume questa volta le sembianze d’una pittura informale materica.

Con Anima sacra, l’approccio fotografico caratterizzante gli scatti di Maurizio Sodano è applicato all’isola d’Ischia attraverso un’immagine della Chiesa del Soccorso che riassume tutto lo stile del fotografo partenopeo. L’edificio ecclesiastico è ancora immerso nel buio cosmico; separato dal contesto diventa simbolo dell’isola stessa per rappresentare uno dei siti monumentali di maggior pregio e rinomanza, ma la fotografia, nella sua particolare inquadratura, rafforza anche il concetto di isola nella personale interpretazione di Sodano, ossia di un’entità la cui natura è esaltata dall’isolamento da tutti gli altri elementi che consente di scoprirne l’essenza, e qui il circolo si chiude. L’uomo che voglia conoscere se stesso ha la necessità d’isolarsi dagli altri, perché l’ambiente circostante non interferisca sulla sua vera natura. Lo stesso concetto è applicabile tanto agli oggetti quanto al territorio. E qui la fotografia diventa filosofia.

Prof. Domenico Raio

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